Decreto CAM ICT 2026: obbligo del 10% di prodotti ricondizionati per la Pubblica Amministrazione
CAM ICT 2026: cosa cambia per Comuni, scuole, enti pubblici e Pubblica Amministrazione
Dal 24 maggio 2026 sono entrati in vigore i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) ICT introdotti dal Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dell’11 marzo 2026.
La nuova disciplina riguarda le procedure di fornitura e noleggio operativo di computer, monitor, tablet e smartphone, sia nuovi sia ricondizionati, nell’ambito degli acquisti disciplinati dal Codice dei contratti pubblici.
Una delle principali novità riguarda i prodotti ricondizionati: le stazioni appaltanti devono garantire, per le forniture interessate dal decreto, una quota minima del 10% di prodotti ricondizionati.
Si tratta di una novità particolarmente importante per Pubblica Amministrazione, Comuni, Province, Regioni, enti pubblici, istituti scolastici e scuole, che acquistano periodicamente computer e altre apparecchiature informatiche.
Cosa sono i CAM ICT?
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono requisiti ambientali che vengono integrati nelle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione nell’ambito del Green Public Procurement (GPP).
Il nuovo CAM ICT 2026 è stato adottato ai sensi dell’articolo 57 del Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36, il Codice dei contratti pubblici.
Il decreto stabilisce criteri ambientali per gli affidamenti aventi ad oggetto:
- computer desktop;
- PC desktop integrati;
- thin client;
- notebook e computer portatili;
- tablet;
- monitor;
- smartphone;
- servizi di noleggio operativo delle apparecchiature sopra indicate.
I CAM devono essere considerati nella documentazione progettuale e di gara delle procedure interessate, secondo quanto previsto dalla normativa sugli acquisti pubblici.
Obbligo del 10% di prodotti ricondizionati: come funziona?
La novità che interessa maggiormente gli acquisti ICT della Pubblica Amministrazione è contenuta nell’articolo 2 del decreto.
La norma stabilisce che la stazione appaltante deve garantire almeno il 10% di prodotti ricondizionati per ogni categoria di prodotto per la quale intende approvvigionarsi.
L’obiettivo può essere raggiunto anche attraverso più gare oppure aderendo a strumenti messi a disposizione dalle centrali di committenza.
In altre parole, il ricondizionato non viene più considerato semplicemente come un’alternativa economica al prodotto nuovo: nell’ambito delle forniture soggette ai nuovi CAM ICT, diventa una componente prevista dalla disciplina degli acquisti sostenibili della Pubblica Amministrazione.
Come si calcola il 10% di ricondizionato?
Il calcolo è basato sul numero di prodotti e non sul loro valore economico.
Esempio 1: 20 notebook
Se una scuola deve acquistare 20 notebook, il 10% corrisponde a:
20 × 10% = 2 notebook ricondizionati
La fornitura dovrà quindi prevedere almeno 2 notebook ricondizionati.
Esempio 2: 50 computer
Per una Pubblica Amministrazione che deve acquistare 50 computer desktop:
50 × 10% = 5 computer ricondizionati
La quota minima sarà quindi di 5 PC ricondizionati.
Esempio 3: 100 dispositivi
Su una fornitura complessiva di 100 dispositivi:
100 × 10% = 10 dispositivi ricondizionati
La quota minima corrispondente è quindi di 10 prodotti ricondizionati.
E se il 10% non può essere raggiunto per una singola categoria?
Il decreto prevede anche una possibilità importante.
La regola generale richiede il 10% per ogni categoria di prodotto acquistata. Tuttavia, quando non è possibile raggiungere la soglia del 10% per una singola categoria, il decreto consente una compensazione con le altre categorie.
In questo caso deve comunque essere raggiunta una quota minima complessiva del 10% di prodotti ricondizionati, calcolata in proporzione al numero complessivo dei prodotti oggetto della fornitura.
Un esempio pratico
Immaginiamo una fornitura composta da:
- 20 notebook
- 10 monitor
- 10 tablet
Totale: 40 dispositivi
Il 10% complessivo corrisponde a:
40 × 10% = 4 prodotti ricondizionati
Se, per motivi legati alla disponibilità o alle caratteristiche della categoria, non fosse possibile raggiungere il 10% in una specifica categoria, la stazione appaltante può ricorrere alla compensazione tra categorie, mantenendo comunque il requisito complessivo previsto dal decreto.
È quindi importante non interpretare il 10% come un semplice “sconto” o come una quota calcolata sul prezzo della gara: il riferimento è al numero dei dispositivi.
Cosa si intende per computer ricondizionato?
Il CAM ICT 2026 non considera “ricondizionato” un semplice computer usato.
Il decreto richiama una definizione di ricondizionamento basata sulle azioni necessarie a preparare, pulire, testare, manutenere e, quando necessario, riparare un prodotto, ripristinandone le prestazioni o la funzionalità previste originariamente.
Il decreto distingue inoltre il ricondizionamento dalla preparazione per il riutilizzo, definita dalla normativa ambientale nazionale.
Per questo motivo, nell’ambito di una procedura pubblica, è importante che il fornitore sia in grado di documentare la conformità dei dispositivi ricondizionati ai requisiti previsti dai nuovi CAM ICT.
CAM ICT 2026 e scuole: cosa devono sapere gli istituti scolastici?
I nuovi CAM ICT sono particolarmente rilevanti anche per il mondo della scuola.
Gli istituti scolastici effettuano regolarmente acquisti di:
- PC desktop;
- notebook;
- monitor;
- tablet;
- dispositivi per laboratori informatici;
- computer per uffici e segreterie;
- postazioni per docenti e personale scolastico.
Quando l’acquisto rientra nell’ambito di applicazione del Codice dei contratti pubblici e della disciplina CAM, i nuovi criteri ambientali devono essere considerati nella procedura di acquisto.
Per una scuola che deve, ad esempio, rinnovare un laboratorio informatico, il nuovo CAM ICT introduce quindi anche una prospettiva di economia circolare, affiancando ai dispositivi nuovi la possibilità di utilizzare prodotti ricondizionati conformi ai requisiti previsti.
Questo può essere particolarmente interessante per gli istituti che devono rinnovare molte postazioni informatiche mantenendo sotto controllo il budget, senza rinunciare a requisiti tecnici adeguati.
Perché il ricondizionato entra negli acquisti della Pubblica Amministrazione?
Uno degli obiettivi dei nuovi CAM ICT è ridurre l’impatto ambientale associato al ciclo di vita delle apparecchiature elettroniche.
La produzione dei dispositivi informatici richiede materie prime, energia e risorse e genera impatti ambientali lungo diverse fasi del ciclo di vita del prodotto.
Il riutilizzo e il ricondizionamento permettono di prolungare la vita utile delle apparecchiature, riducendo la necessità di sostituire automaticamente i dispositivi con prodotti nuovi.
Il nuovo CAM ICT inserisce quindi il ricondizionato all’interno delle strategie di Green Public Procurement e di economia circolare applicate agli acquisti pubblici.
Non solo 10%: i nuovi CAM ICT introducono altri requisiti
Il 10% di prodotti ricondizionati è una delle novità più evidenti, ma il Decreto CAM ICT 2026 contiene numerosi altri requisiti.
Il documento stabilisce infatti specifiche tecniche e clausole contrattuali relative, tra gli altri aspetti, a:
- caratteristiche dei dispositivi;
- efficienza energetica;
- gestione delle batterie;
- resistenza alle cadute per alcune categorie di dispositivi;
- eco-progettazione;
- caratteristiche dei dispositivi ricondizionati;
- durata delle batterie dei dispositivi ricondizionati;
- gestione dei dispositivi da dismettere;
- informazioni per ridurre gli impatti ambientali;
- supporto agli interventi in garanzia.
Sono inoltre previsti criteri premianti, tra cui la possibilità di attribuire un punteggio tecnico aggiuntivo alle offerte che prevedono una quota di prodotti ricondizionati superiore alla soglia minima.
Questo significa che, nelle procedure aggiudicate secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la componente di sostenibilità può assumere un ruolo ancora più importante.
Cosa significa il CAM ICT 2026 per chi deve acquistare PC per un ente pubblico?
Per una Pubblica Amministrazione che deve acquistare computer, il nuovo quadro normativo rende importante pianificare la fornitura considerando fin dall’inizio:
1. Il numero complessivo dei dispositivi
Bisogna sapere quanti computer, monitor, tablet o smartphone sono necessari.
2. La categoria dei prodotti
Il decreto prevede la soglia del 10% per ogni categoria di prodotto, con la possibilità di compensazione nei casi previsti.
3. La quota di ricondizionato
La progettazione dell’acquisto deve tenere conto della quota minima prevista dal CAM ICT.
4. La conformità dei prodotti
Non è sufficiente proporre semplicemente un computer usato: i dispositivi ricondizionati devono rispettare le specifiche tecniche previste dal CAM ICT.
5. La documentazione
Il fornitore deve essere in grado di fornire la documentazione necessaria per dimostrare la conformità dei prodotti e degli obblighi previsti dalla procedura.
PC ricondizionati per Pubblica Amministrazione e scuole
Per Comuni, scuole, enti pubblici e altre amministrazioni che devono rinnovare le proprie dotazioni informatiche, i PC ricondizionati possono rappresentare una soluzione per integrare la fornitura di dispositivi nuovi con apparecchiature sottoposte a processi di ricondizionamento.
Notebook, PC desktop e workstation professionali ricondizionati possono infatti essere utilizzati per diverse esigenze:
- postazioni per gli uffici;
- segreterie scolastiche;
- laboratori informatici;
- postazioni per il personale;
- attività amministrative;
- formazione;
- attività didattiche;
- rinnovo di parchi informatici esistenti.
La scelta del dispositivo deve naturalmente essere effettuata in funzione delle esigenze tecniche della specifica amministrazione e dei requisiti previsti dalla procedura di acquisto.
CAM ICT 2026: cosa devono fare le amministrazioni?
Con l’entrata in vigore dei nuovi criteri, Pubbliche Amministrazioni e stazioni appaltanti che devono acquistare o noleggiare computer, monitor, tablet e smartphone devono prestare particolare attenzione alla nuova disciplina.
Per gli acquisti soggetti ai CAM ICT, diventa quindi fondamentale:
✓ verificare l’applicabilità dei CAM alla procedura
✓ inserire nella documentazione di gara le specifiche e le clausole previste
✓ considerare la quota minima di prodotti ricondizionati
✓ verificare la conformità dei dispositivi ricondizionati
✓ predisporre la documentazione necessaria alla verifica dei requisiti
✓ valutare eventuali criteri premianti
CAM ICT 2026: una nuova opportunità per il mercato del ricondizionato
L’introduzione della quota minima di prodotti ricondizionati rappresenta un cambiamento significativo nel settore degli acquisti ICT della Pubblica Amministrazione.
Per scuole, Comuni ed enti pubblici significa poter integrare il tradizionale acquisto di tecnologia nuova con PC e notebook ricondizionati conformi ai requisiti previsti dai CAM, favorendo il riutilizzo delle apparecchiature e un approccio più circolare alla gestione del patrimonio informatico.
Per le amministrazioni che stanno programmando il rinnovo del proprio parco PC, conoscere in anticipo i nuovi CAM ICT 2026 significa poter impostare la procedura di acquisto tenendo conto fin dall’inizio anche della quota di dispositivi ricondizionati.
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Nota: il presente articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza legale o amministrativa. Per la corretta applicazione dei CAM ICT a una specifica procedura di gara è necessario fare riferimento al Decreto 11 marzo 2026, al relativo Allegato 1 e alla normativa vigente in materia di contratti pubblici.

